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Occhio per occhio



“Non lo so Jason…dopo il tuo ultimo investimento non so più cosa fare con te…”
“Ne sono consapevole...” rispose Jason, accendendosi una sigaretta, passeggiando nervosamente nel salotto “ho bisogno di aiuto, se no la mia fabbrica fallirà nel giro di una settimana”
“Ok, però…stiamo parlando di cifre importanti: voglio dire…due milioni di dollari non sono una cosa da poco..” rispose pensieroso Michael.
“Quindi?”
“Ho bisogno di dormirci sopra…” Rispose, dalla sua poltrona in pelle verde scuro, prendendo una boccata dal suo sigaro cubano e fissando il tappeto sul parquet del salotto. La luce entrava appena dalle persiane semichiuse e la gatta bianca dormiva acciambellata sulla scrivania davanti alla finestra; al centro di essa, dei documenti e un libretto degli assegni con a fianco una stilografica nera con le rifiniture cromate, venivano illuminati da una lampada dal braccio dorato, il paralume verde smeraldo e l’interruttore a catenella.
Jason spense la sigaretta sul posacenere argenteo che si trovava sul tavolino di vetro e ferro battuto che stava in mezzo al soggiorno, dopo di che, salutò Michael, prese cappotto e cappello, ed uscì. Michael rimase solo, immerso nei suoi pensieri.
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Metallari VS Tecktonik


“ Ciao Vezz!”
“ Welà Beo!”disse Jacopo, levandosi le cuffiette dell’i-pod.
“Oh sfigà, non starai ascoltando la tua solita musica del cazzo!” disse Patrick, mentre passava le dita fra i suoi capelli laccati.
“Almeno io non vado in giro con i capelli come quelli di un pagliaccio..” rispose prontamente.
Patrick infatti era caratterizzato da una pettinatura molto particolare e frequentava assiduamente le discoteche: che fosse buono o cattivo tempo, lui portava i suoi occhiali da sole dalla montatura bianca, i suoi capelli parevano sfidare la forza di gravità (era parer comune che avesse una scorta a vita di barattoli di lacca) e con i suoi abbinamenti improponibili di colori fluo, lo si poteva avvistare a distanza.
Il 'truzzo' in questione stava come al solito squadrando con sguardo critico il suo amico Jacopo; la sua faccia schifata non si poteva biasimare: Jacopo era un metallaro ossessivo. Egli propinava a tutti quelli che gli passavano a tiro la sua musica che, il più delle volte, si rivelava bella solo alle sue orecchie...

Tutta colpa del Whiskey - Capitolo 1




Una figura nera e silenziosa si muoveva agilmente nel buio. Sulle strade c’era una foschia leggera leggera. La losca figura entrò in una casa attraverso la porta sul retro. Aprì uno zainetto nero e cominciò a metterci dentro alcuni oggetti che trovava sui mobili: un paio di statuette di legno, un fermacarte, il telecomando e cinque dischi di Bob Dylan che stavano sopra lo stereo in salotto. Una volta terminato di girare per la casa, il ladro, molto silenziosamente uscì dalla casa e scappò scomparendo nel buio.

Il signor Jones, la mattina seguente, svegliatosi, si alzò e andò in salotto. Cacciò un urlo che si sentì in mezzo paese. “I miei preziosissimi dischi!”
“Che c’è caro? Cos’è successo?” disse la moglie allarmata, che era stata svegliata di soprassalto dall’urlo disumano.
“I miei dischi! I miei preziosissimi dischi!”. Il signor Jones era un poliziotto in pensione, oltre la sessantina, fanatico di Bob Dylan, ma nonostante l’età, si teneva bene in forma e aveva un fisico ancora piuttosto atletico. La signora Jones era una distinta signora che passava le sue giornate a fare la calza su di una vecchia poltrona consumata.
Una voce da fuori la finestra disse: “Cosa succede?” era il signor Williams: si trattava del poliziotto in pensione più ficcanaso del villaggio. Anche lui, come Jones, era oltre la sessantina; erano stati colleghi, perciò, si conoscevano da diversi anni. “Passavo di qua per fare la mia corsa mattutina e ho sentito un urlo, è successo qualcosa?”.
“No niente..” disse il signor Jones.
La signora Jones stava affacciata alla finestra. “Oh vedesse signor Williams, una cosa da non credere! Qualche vandalo è entrato in casa nostra e ci ha derubato!”
“Oh mio dio! È terribile! Bisogna chiamare assolutamente la Polizia! Arrivo subito a vedere la scena del crimine! Bisogna fare delle indagini e inchiodare il criminale!” disse Williams tutto allarmato. Corse dentro la casa.
“Oh fantastico!” disse il signor Jones ironicamente “Adesso Williams non ci mollerà fino ad un nuovo ‘caso fatto apposta per lui’! E per di più lo dirà a sua moglie che pettegola com’è ben presto lo farà sapere a tutto il paese!”
“Oh caro…” sembrava alquanto dispiaciuta.
“Eccomi qua!” era entrato il signor Williams “Avete chiamato la polizia?”
“No, abbiamo appena scoperto il furto non ne abbiamo avuto il tempo, ma non abbiamo nemmeno fretta, tanto più di una denuncia cosa possiamo fare?” disse Jones con aria piuttosto rassegnata.
“Stai scherzando?! Bisogna andare dalla polizia immediatamente, anzi ci andrò io per voi! Cos’hanno rubato?” disse Williams tutto allarmato ed eccitato, mentre tirava fuori il suo taccuino e una penna.
“Cinque dei miei album di Bob Dylan, un fermacarte e un telecomando…” rispose Jones svogliatamente.
“… e anche due statuette di legno…” sussurrò la signora Jones come se fosse un po’ timorosa del marito. Williams scriveva tutto velocemente.
“Si è vero anche due statuette di legno…”
“Ok corro subito dalla polizia e torno in un baleno” disse Williams che corse fuori dalla casa diretto alla polizia.
“Arrivederla e grazie mille!” esclamò la signora Jones ancora scossa e allarmata.

Dopo solo mezz'ora il signor Williams era già di ritorno dalla stazione di polizia.

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