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Capitolo 3



“Ehi tesoro? Perché il mio zaino era in cantina inzuppato di whiskey?” disse Williams con lieve e terribile sospetto.
“Non lo so, io non bevo whiskey e non uso il tuo zainetto!” disse la moglie disinteressata.
“Mmh temo di aver capito, sarà meglio fare luce sul caso! Corro dai Jones a riferire le novità!” e detto ciò corse fuori dalla porta e si diresse verso casa di Theodore.

“Ehi, ehi!” cominciò ad urlare “ehi Theodore! Ho novità! Aprimi, aprimi! SVELTO!”
La porta si aprì e Williams entrò col fiatone “Che c’è?! È successo qualcosa?” disse la signora Jones sulla soglia.
“Porto novità sensazionali!”. Si sentirono dei passi che scendevano le scale e il signor Jones che non smetteva di brontolare e lamentarsi.
“Che c’è? Cos’è tutto questo chiasso? È venuta giù la casa? Oh ciao...Philip”
La signora Jones con aria premurosa e preoccupata “Oh caro! Il signor Williams è venuto qua di corsa dicendo che ha novità!”
“Si esatto guarda cos’ho trovato!” e gli mostrò lo zainetto.
“Beh… è il tuo zaino… carino…” disse Jones con un odiosissimo tono ironico, alzando il sopracciglio sinistro. Era molto scocciato dalla visita e del signor Williams, ‘anche quando lavoravamo insieme’ diceva sempre alla moglie ‘mi tormentava continuamente, prendeva sempre troppo seriamente tutti i casi che gli capitavano, e anche adesso, che siamo in pensione, continua a tormentarmi con casi che il più delle volte si inventa come se fossimo ancora in servizio!’
“No no, guarda bene!” e glielo mostro meglio “Whiskey! Probabilmente lo stesso whisky che hanno rubato a Lawrence! Sai cosa vuol dire?”
“Si che il ladro sei tu!”
“Non dire cretinate Theodore! Vuol dire che il ladro con cui abbiamo a che fare viene ogni notte in casa mia, mi prende lo zaino, va a compiere i suoi furti, va alla sua base svuota lo zaino e me lo riporta!”
“Ma è ridicolo!” poi ci pensò un po’, sotto sotto cominciava ad incuriosirsi al caso. “Forza entra!”. Entrarono in casa e si sedettero sulle poltrone in soggiorno “Bevi qualcosa?” chiese Jones tirando fuori due bicchieri e una bottiglia di scotch. Williams annuì. “Perché un ladro” cominciò Jones versando il drink e portandolo all’ospite “dovrebbe prendersi la briga di venire a casa tua, prenderti solo lo zaino e nient’altro, andare a derubare altre persone, tornare alla base e poi addirittura restituirti lo zaino?! Vuoi che uno non abbia uno zaino in casa? e poi al massimo perché dovrebbe restituirtelo? E poi ancora, perché proprio il tuo zaino?”
“Oh Theodore, non ti riconosco più! Una volta non facevi questo genere di domande” disse con un tono che suonava come un bonario rimprovero. Continuò “il ladro con cui abbiamo a che fare è evidente che non lo fa per arricchirsi ma lo fa per il puro gusto di rubare, cosa vuoi che se ne faccia del tuo telecomando? È chiaro che lo fa perché ci prova gusto a creare scompiglio oppure perché sente la sua vita così vuota e priva di certe emozioni che solo una cosa del genere ti può dare, un po’ come le sensazioni che cercavamo quando eravamo giovani arruolandoci nella polizia, ti ricordi, Theodore?” disse con un’aria di nostalgia.
“Già” rispose Jones sorseggiando il suo scotch e fissando il vuoto “Bei tempi quelli… ma non hai risposto alla domanda, perché proprio tu?”
“Proprio non lo so, mi piacerebbe saperlo, glielo chiederò appena lo incastreremo!”
“A proposito cosa pensi di fare visto che la polizia non vuole muovere un dito?”
“Ancora non lo so, è probabile che avrò bisogno del tuo aiuto… penso che sta notte monterò la guardia davanti allo zainetto… se il ladro colpirà anche sta notte, come del resto è molto probabile allora passerà a prendersi lo zainetto… per ora posso fare da solo, fermerò il ragazzino e…”
“Ragazzino?”
“secondo me non può essere che un ragazzino in cerca di bravate e di emozioni forti”
“Mmmh si ci può stare…”
“… comunque” prosegui Williams “ stavo dicendo: farò da guardia allo zaino e quando il nostro soggetto in questione si presenterà, lo fermerò, mi farò dire dove ha nascosto la refurtiva e lo consegnerò alla polizia… in cantina ben nascosta tengo una pistola, la terrò a portata nel caso il ladro si ribelli. Ora vado da Lloyd a riferire le novità. Ti terrò informato, a presto!” bevve l’ultimo sorso di scotch e se ne andò.

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Tutta colpa del Whiskey - Capitolo 1




Una figura nera e silenziosa si muoveva agilmente nel buio. Sulle strade c’era una foschia leggera leggera. La losca figura entrò in una casa attraverso la porta sul retro. Aprì uno zainetto nero e cominciò a metterci dentro alcuni oggetti che trovava sui mobili: un paio di statuette di legno, un fermacarte, il telecomando e cinque dischi di Bob Dylan che stavano sopra lo stereo in salotto. Una volta terminato di girare per la casa, il ladro, molto silenziosamente uscì dalla casa e scappò scomparendo nel buio.

Il signor Jones, la mattina seguente, svegliatosi, si alzò e andò in salotto. Cacciò un urlo che si sentì in mezzo paese. “I miei preziosissimi dischi!”
“Che c’è caro? Cos’è successo?” disse la moglie allarmata, che era stata svegliata di soprassalto dall’urlo disumano.
“I miei dischi! I miei preziosissimi dischi!”. Il signor Jones era un poliziotto in pensione, oltre la sessantina, fanatico di Bob Dylan, ma nonostante l’età, si teneva bene in forma e aveva un fisico ancora piuttosto atletico. La signora Jones era una distinta signora che passava le sue giornate a fare la calza su di una vecchia poltrona consumata.
Una voce da fuori la finestra disse: “Cosa succede?” era il signor Williams: si trattava del poliziotto in pensione più ficcanaso del villaggio. Anche lui, come Jones, era oltre la sessantina; erano stati colleghi, perciò, si conoscevano da diversi anni. “Passavo di qua per fare la mia corsa mattutina e ho sentito un urlo, è successo qualcosa?”.
“No niente..” disse il signor Jones.
La signora Jones stava affacciata alla finestra. “Oh vedesse signor Williams, una cosa da non credere! Qualche vandalo è entrato in casa nostra e ci ha derubato!”
“Oh mio dio! È terribile! Bisogna chiamare assolutamente la Polizia! Arrivo subito a vedere la scena del crimine! Bisogna fare delle indagini e inchiodare il criminale!” disse Williams tutto allarmato. Corse dentro la casa.
“Oh fantastico!” disse il signor Jones ironicamente “Adesso Williams non ci mollerà fino ad un nuovo ‘caso fatto apposta per lui’! E per di più lo dirà a sua moglie che pettegola com’è ben presto lo farà sapere a tutto il paese!”
“Oh caro…” sembrava alquanto dispiaciuta.
“Eccomi qua!” era entrato il signor Williams “Avete chiamato la polizia?”
“No, abbiamo appena scoperto il furto non ne abbiamo avuto il tempo, ma non abbiamo nemmeno fretta, tanto più di una denuncia cosa possiamo fare?” disse Jones con aria piuttosto rassegnata.
“Stai scherzando?! Bisogna andare dalla polizia immediatamente, anzi ci andrò io per voi! Cos’hanno rubato?” disse Williams tutto allarmato ed eccitato, mentre tirava fuori il suo taccuino e una penna.
“Cinque dei miei album di Bob Dylan, un fermacarte e un telecomando…” rispose Jones svogliatamente.
“… e anche due statuette di legno…” sussurrò la signora Jones come se fosse un po’ timorosa del marito. Williams scriveva tutto velocemente.
“Si è vero anche due statuette di legno…”
“Ok corro subito dalla polizia e torno in un baleno” disse Williams che corse fuori dalla casa diretto alla polizia.
“Arrivederla e grazie mille!” esclamò la signora Jones ancora scossa e allarmata.

Dopo solo mezz'ora il signor Williams era già di ritorno dalla stazione di polizia.

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